16/01/2012

Andrea Riccardi al pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio

andrea riccardi

Il tradizionale pranzo dei poveri di Sant'Egidio è giunto alla sua ventinovesima edizione e anche in questa occasione Andrea Riccardi, attuale ministro per l’Integrazione e la Cooperazione internazionale e fondatore della comunità, ha pranzato insieme a settecento commensali sotto le maestose navate della Basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma.

Riccardi, che ogni anno ha preso parte a questo momento di amicizia e di condivisione con i poveri, al termine del pranzo ha commentato l'evento:“Sono qui per la ventinovesima volta, è un'esperienza bellissima in cui le persone più disagiate sono al centro. E' la festa della solidarietà quotidiana che non vive solo a Natale, ma c'è ogni giorno. Il momento è difficile per le famiglie e per chi è solo, però a Roma e in Italia ci sono risorse di solidarietà che devono avere spazio. Non è vero che con la crisi la gente è solo presa da se stessa. La gente ha voglia di dare, di apprezzare valori anche immateriali".

Ed ha aggiunto “E' un Natale duro per i più poveri. Però sento che oggi in questo Paese c'è una profonda e spontanea solidarietà che va valorizzata''.''Credo che insieme ce la possiamo fare a far soffrire meno la gente e a far riprendere il Paese'' .

Il pranzo si è concluso con l'immancabile brindisi e l'arrivo di Babbo Natale che ha consegnato doni a tutti i presenti.

Il 6 gennaio 2011, in occasione dell'Epifania, la Comunità di Sant'Egidio ha rinnovato una tradizione che dura già da 6 anni: una grande festa (anzi due, perchè nel centro donne e uomini vivono rigidamente separati) nel CIE di Ponte Galeria, il Centro di Identificazione ed espulsione più grande d'Italia.riccardi andrea

In 40 - italiani e immigrati del movimento Genti di Pace - hanno varcato i cancelli del Centro, "armati" di tutti gli strumenti della festa: addobbi, cibi etnici - cous cous, riso senegalese e nigeriano, dolci marocchini e varie specialità italiane - tamburi e chitarre. E regali per tutti (pigiami, cappelli, il prezioso libretto "Dove mangiare dormire, lavarsi 2012", che tornerà utile quando potranno uscire dal centro).

Insieme a loro, - per la prima volta dopo il divieto imposto dal precedente governo, sono entrati anche giornalisti e operatori televisivi.

Tra canti, balli e buon cibo, non sono mancati i momenti di commozione. Come quando Gloria, cristiana della Nigeria, paese così colpito in questi giorni dalla violenza, prendendo la parola per ringraziare ha augurato a tutti i presenti un futuro di pace "perchè oggi è presente Gesù". Parole che hanno dato l'avvio ad un corale Alleluja di tutte le nigeriane presenti.

Nel settore maschile, la maggioranza degli "ospiti" viene dal Nord Africa ( Tunisia, Marocco ed Egitto) ma ci sono anche molti africani dell'Africa subsahariana, (Senegal, Costa d'Avorio etc).

Tante storie e tante sofferenze che per un giorno si sono attenuate.